Perù – conflitti sociali e ambientali alla miniera Las Bambas

I conflitti sociali e ambientali continuano ad intensificarsi attorno alla miniera cinese MMG, unità dell’impresa statale China Minmetals Corporation nel sud del Perù. Il corridoio minerario di Las Bambas, che si estende per più di 300 chilometri, è diventato una delle zone più conflittuali del sud del paese. Secondo l’ultimo rapporto sui conflitti sociali dell’Ufficio della Difensore dei diritti (Ombudsman), quattro manifestazioni sono state registrate a marzo. Molti dei conflitti nella regione hanno radici che risalgono ad anni fa. Le comunità che hanno firmato accordi con MMG Las Bambas accusano la compagnia di non aver rispettato alcuni accordi.

L’azienda sostiene che la maggior parte degli accordi sono stati rispettati. Tuttavia, una clausola di riservatezza tra l’azienda e le comunità non permette di chiarire il rispetto degli accordi.

Molte comunità denunciano l’inadempienza degli accordi e in segno di protestà, alcune hanno deciso di occupare i terreni precedentemente venduti a Las Bambas, bloccando le attività della miniera. È stato il caso di famiglie delle comunità di Fuerabamba e Huancuire che hanno occupato terreni dal 14 aprile, facendo cessare la produzione dal 20 aprile.

La mattina del mercoledì 27 aprile è stato pubblicato un decreto supremo dichiarando lo stato di emergenza per 30 giorni nella zona, situata nella provincia di Cotabambas, regione Apurimac. Il decreto concede il permesso alla polizia nazionale di intervenire nei territori della compagnia mineraria Las Bambas che sono stati occupati da famiglie di varie comunità, per protestare contro il presunto mancato rispetto degli accordi adottati una decina di anni fa.

Verso mezzogiorno dello stesso giorno, il dialogo tra la compagnia mineraria e le comunità di Cotabambas si è interrotto portando ad un confronto tra la polizia ed i manifestanti che ha lasciato 44 persone ferite. Visto l’aggravarsi del conflitto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato i membri della comunità e la compagnia mineraria per un dialogo ad inizio maggio.

Insieme al Centro Bartolomé de las Casas di Cusco che è l’ONG capofila del progetto Derechos Humanos Ambientales Ya! e con gli altri partner di progetto che sono la Union Iberomaericana de Municipalistas e WeWorld, chiediamo al governo peruviano di stabilire spazi di dialogo costante e continui per trovare via di uscite pacifiche ai conflitti. Non possiamo aspettare che accada il peggio prima di iniziare ad agire per la giustizia sociale e ambientale. Ribadiamo la nostra posizione riguardo al problema estrattivo non solo nei distretti menzionati, ma anche in tutto il corridoio alto andino, e la necessità di generare le condizioni per il suo trattamento integrale da un approccio territoriale. Altrimenti, il conflitto continuerà e aumenterà.

 

Troverai la nostra lettera di richiesta al governo peruviano in spagnolo e in versione completa qui sotto:

 

 

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