BOSNIA: La pace fredda

And the winner is…? “Bosnia, la pace fredda” di Marcella Menozzi: Video-Foto-Musica prodotto da Iscos Emilia-Romagna in collaborazione con Infinito edizioni è stata selezionata come opera vincitrice del concorso “Fare Memoria” al Festival Valsusa Filmfest
La motivazione:
“Un’atroce vicenda a noi vicina, temporalmente e geograficamente, ma che ai più pare quasi dimenticata, diventa Storia attraverso riprese tecnicamente efficaci e immagini commoventi.
Un docu-film che merita di esser visto per comprendere la terrificante pulizia etnica che ha devastato l’area balcanica, ed interrogarsi affinché una simile tragedia non abbia a ripetersi.”

La proclamazione dei vincitori avverrà il 28 aprile 2019, nel comune di Venaus presso il Salone Polivalente, dopo la consegna del Premio Bruno Carli a Giovanna Marini.

Sono inoltre previste prima della proclamazione due proiezioni di Bosnia, la pace fredda: 26 aprile ore 17:30 al Polo del 900 di Torino; 27 aprile alla biblioteca Margherita Hack di Condove.

La storia di una Bosnia multiculturale e pacifica che “non è più quello che era”, e di cui tuttavia, oggi più che mai, è importante avere memoria. Dayton ha fermato il sangue ma ha costruito un futuro?
Oltre 250.000 morti, 32.000 persone scomparse, quasi 800 fosse comuni: questo il terrificante fatturato del conflitto bosniaco, una vera e propria pulizia etnica che ha devastato l’area balcanica con inaudite atrocità e orrendi crimini di guerra.
Il progetto “Viaggio della Memoria 2017” organizzato da ISCOS EmiliaRomagna e Cisl Emilia Romagna giunge nel cuore dei Balcani per visitare i luoghi simbolo della guerra in Bosnia – Erzegovina: Sarajevo, Visegrad, Srebrenica. Ad accompagnare i partecipanti in questa toccante esperienza: Jovan Divjak, nato a Belgrado (Serbia), generale e scrittore serbo ma dal 1992 bosniaco; Kanita Focak, nata a Spalato (Croazia) ma trasferitasi a Sarajevo, architetto e interprete del contingente italiano in Bosnia dal 1992 al 1995; Bakira Hasecic, nata a Visegrad (Bosnia), vittima di guerra e oggi presidente dell “Associazione donne vittime di guerra”. I partecipanti accompagnati da Luca Leone, giornalista e scrittore che dal 1991 si occupa dell’area balcanica, e da Selma Hadzihalilovic, attivista per i diritti umani, femminista e referente di ISCOS Emilia-Romagna in Bosnia, scoprono, attraverso preziose testimonianze dirette, una storia sottovalutata, quasi dimenticata, eppure così vicina.

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