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In occasione del mercoledì Rosa del 26 giugno, il nostro progetto di scambio e cooperazione con le associazioni al femminile della Bosnia Erzegovina e Serbia arriva in piazza! A Reggio Emilia, avrete l’opportunità di incontrare le nostre colleghe e amiche bosniache e serbe. Tra racconti dalla Bosnia Erzegovina, memoria della guerra e costruzione della pace, potrete assistere a vari spettacoli e interventi, partecipare a un laboratorio di cucina tipica bosniaca e assaggiarne le prelibatezze ma ci saranno anche tanti altri appuntamenti nel corso della serata!

Per non perdere queste opportunità, qui sotto il programma e gli ospiti:

PROGRAMMA SERATA

>> Piazza Scapinelli << “Pita e Pasta di Pace con Mani In Pasta” 18.00 e 19.00 > Laboratorio di preparazione della Pita aperto al pubblico. Prepara e porta a casa la Pita realizzata con le donne delle associazioni bosniache!

“Pita e Pasta di Pace tra Reggio e la Bosnia Erzegovina”
19:30 > Street food e parole con piatti della tradizione reggiana e bosniaca a supporto dei progetti di cooperazione promossi da Iscos Emilia-Romagna!

“Pita e Pasta di Pace tra storia e vita”
Punto informativo di Infinito edizioni

” Le Chemin des Femmes e Le core, voci indisciplinati – In memoria di Joy”
22.00 > Le Chemin des Femmes è un coro fondato a Modena nel 2008, composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale unite dalla comune passione per il canto e dal desiderio di promuovere la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce.
Introduzione a cura di Andrea Cortesi – direttore Iscos Emilia-Romagna e Lisa Vezzani – Vice-Presidente Cooperativa Sociale Madre Teresa

>> Ristorante Ghirba – biosteria della Gabella via Roma << “Bosnia a tavola” In menù una ricetta della tradizione bosniaca – opzione vegetariana “Pita e Pasta di Pace – La pace fredda” 18.00 > Dialogo con Luca Leone (giornalista) e Staša Zajović (Donne in Nero Žene U Crnom Srbija Belgrado) su “Balcani: 20 anni di Pace Fredda”.”

“Pita e Pasta di Pace – Uno scorcio di Bosnia 1”
19.30 > Mostra “Uno scorcio di Bosnia” realizzata da Agesci gruppo 4 tra immagini e esperienze

>> Spazio Quarantanove, via Roma << “Pita e Pasta di Pace – Uno scorcio di Bosnia 2” 19.30 > Mostra “Uno scorcio di Bosnia” realizzata da Agesci gruppo 4 tra immagini e esperienze

>> Labart – Parco Santa Maria << “Pita e Pasta di Pace – Sandrone soldato – ovvero per la più Grande Italia” 21.15 – Spettacolo di burattini e marionette da tavolo rivolto ad un pubblico di giovani ed adulti sui temi dell’atrocità della guerra, grande affare per pochi e grande tragedia per tutti, e sulla necessità della fratellanza. >> Ristoranti La Gargotta del Popol Giost, via Roma <<
“Bosnia a tavola”
In menù ricette della tradizione bosniaca

in collaborazione con Comitato Cittadini di Via Roma, Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, La Gargotta del Popol Giost

L’evento si svolgerà in presenza di:
Selma Hadzihalilovic – Fondacija Cure/CURE Foundation (Sarajevo)
Jadranka Miličević – Fondacija Cure/CURE Foundation (Sarajevo)
Ifeta Mejremic – Associazione Jadar (Konjević Polje)
Tamara Cvetković – Associazione Jadar (Konjević Polje)
Ajna Jusić – Forgotten Children of war Zaboravljena djeca rata (Sarajevo)
Aiša Smailbegović Hadzihalilović – Lotos Zenica
Dina Didik Alić – Associazione Donne (Konjić)
DeniJa Hidić – Fondazione Cure (Sarajevo)
Staša Zajović – Donne in Nero Belgrado (Serbia)

Vi aspettiamo numerosi il 26 giugno per una serata di festa all’insegna dell’’interculturalità, la pace e … il cibo!!!

Evento promosso da Iscos Emilia-Romagna e la Cooperativa Sociale Madre Teresa
#PitaePastadiPace2019
#PPP2019
#PitaePastaofPeace2019
#PitaiPastaMira
#Strongertogether
#InmemoryofJoy

Comune di Reggio nell’Emilia Cisl Emilia Centrale

And the winner is…? “Bosnia, la pace fredda” di Marcella Menozzi: Video-Foto-Musica prodotto da Iscos Emilia-Romagna in collaborazione con Infinito edizioni è stata selezionata come opera vincitrice del concorso “Fare Memoria” al Festival Valsusa Filmfest
La motivazione:
“Un’atroce vicenda a noi vicina, temporalmente e geograficamente, ma che ai più pare quasi dimenticata, diventa Storia attraverso riprese tecnicamente efficaci e immagini commoventi.
Un docu-film che merita di esser visto per comprendere la terrificante pulizia etnica che ha devastato l’area balcanica, ed interrogarsi affinché una simile tragedia non abbia a ripetersi.”

La proclamazione dei vincitori avverrà il 28 aprile 2019, nel comune di Venaus presso il Salone Polivalente, dopo la consegna del Premio Bruno Carli a Giovanna Marini.

Sono inoltre previste prima della proclamazione due proiezioni di Bosnia, la pace fredda: 26 aprile ore 17:30 al Polo del 900 di Torino; 27 aprile alla biblioteca Margherita Hack di Condove.

La storia di una Bosnia multiculturale e pacifica che “non è più quello che era”, e di cui tuttavia, oggi più che mai, è importante avere memoria. Dayton ha fermato il sangue ma ha costruito un futuro?
Oltre 250.000 morti, 32.000 persone scomparse, quasi 800 fosse comuni: questo il terrificante fatturato del conflitto bosniaco, una vera e propria pulizia etnica che ha devastato l’area balcanica con inaudite atrocità e orrendi crimini di guerra.
Il progetto “Viaggio della Memoria 2017” organizzato da ISCOS EmiliaRomagna e Cisl Emilia Romagna giunge nel cuore dei Balcani per visitare i luoghi simbolo della guerra in Bosnia – Erzegovina: Sarajevo, Visegrad, Srebrenica. Ad accompagnare i partecipanti in questa toccante esperienza: Jovan Divjak, nato a Belgrado (Serbia), generale e scrittore serbo ma dal 1992 bosniaco; Kanita Focak, nata a Spalato (Croazia) ma trasferitasi a Sarajevo, architetto e interprete del contingente italiano in Bosnia dal 1992 al 1995; Bakira Hasecic, nata a Visegrad (Bosnia), vittima di guerra e oggi presidente dell “Associazione donne vittime di guerra”. I partecipanti accompagnati da Luca Leone, giornalista e scrittore che dal 1991 si occupa dell’area balcanica, e da Selma Hadzihalilovic, attivista per i diritti umani, femminista e referente di ISCOS Emilia-Romagna in Bosnia, scoprono, attraverso preziose testimonianze dirette, una storia sottovalutata, quasi dimenticata, eppure così vicina.